RSA in Santo Spirito: che confusione da parte delle istituzioni
“Il tema della programmazione socio-sanitaria è serio. Dal 2024 è previsto almeno un chilometro di distanza e vicino c’è l’Istituto San Salvatore“
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Nel 2024 si è previsto che nessuna RSA può aprire, di norma, a una distanza inferiore di un chilometro, «misurata in base al percorso pedonale più breve, dalle strutture medesime». Vicino a Santo Spirito c’è già l’Istituto San Salvatore, che ci risulta essere a circa 500 metri e che si presenta con «bella cornice dell’Oltrarno fiorentino». Sono «oltre 1500 metri quadrati complessivi, distribuiti su 4 piani principali, con un bel giardino a disposizione».
Sempre sul sito della struttura si chiarisce che «opera in convenzione con il Comune, la Ausl Toscana Centro e la Società della Salute di Firenze». Non c’è la Regione, perché questo livello dà il quadro, ma poi affida l’applicazione all’Ente locale di maggiore prossimità (nel nostro caso a Palazzo Vecchio).
Il Presidente Eugenio Giani e la Vicepresidente Stefania Saccardi si ritrovino intorno a un tavolo con la Sindaca Sara Funaro e l’Assessore Nicola Paulesu, perché quanto abbiamo letto sulla stampa di oggi ci lascia sconcertati. C’è troppa confusione nell’ambito delle competenze. A che titolo si potrebbe negare una convenzione se tutte le condizioni previste dalle leggi vengono rispettate?
C’è più ambito discrezionale nel valutare le condizioni di bisogno e nell’esercitare il ruolo di programmazione che spetta al Comune e alla Società della Salute (che a Firenze corrisponde con il territorio amministrativo del nostro Ente).
La soluzione, se si vuole smetterla di cavalcare un tema per consenso, c’è: si va a Roma, dal Ministero, e si chiarisce che quel progetto non si può attivare. Poi si convoca Fastpol, che non può stare in silenzio (magari aspettando di fare ricorso o chiedere rimborsi economici?), per chiarire la situazione e spiegare che non c’è niente di personale, nessun pregiudizio verso i privati.
Archiviata questa storia, ci si mette a un tavolo con le diverse parti istituzionali e si sviluppa un progetto pubblico, fruibile in modo universale per la residenza e per contrastare l’espulsione favorita all’overtourism.
Se serve ricordiamo a chi governa gli articoli 20, 23, 24 della legge regionale della Toscana 41 del 24 febbraio 2005 e la Delibera della Giunta della Regione Toscana 995 dell’11 ottobre 2016: ha più potere il Comune, se decide di esercitarlo (in modo equo, giusto e trasparente). Il chilometro di distanza invece è stato previsto dalla legge regionale del 6 febbraio 2024, che fa riferimento al 31 dicembre 2026 come data limite, prima della quale si possono prevedere deroghe (che non ci risultano), ma diventa un chiaro punto di partenza per spiegare perché non è ciò di cui il territorio ha bisogno.